Blog Image

Blog di Studio di Psicologia abc

Info sul blog

In questo spazio condiviso, Studio abc vuole condividere con voi idee, opinioni e motivazioni riguardo eventi, iniziative ed interessi che lo studio intende portare avanti.

I commenti sono liberi e non necessitano di registrazione.

I commenti con contenuti non idonei saranno rimossi.

Grazie ad ognuno di voi che deciderà di portare il suo contributo.

A proposito del Carnevale…cosa significa per i bambini travestirsi e mascherarsi, e perché è importante che lo facciano?

Conosciamo i giochi Posted on Wed, February 08, 2017 18:41:26

Rispondiamo alle curiosità di
Naturgiocando Senigallia

Ammettiamolo…mascherarsi
piace un po’ a tutti, grandi e piccini.

Avere
la possibilità di vedersi in vesti diverse, sperimentarsi e fingersi altro da sé
incuriosisce e stimola chiunque.

Il
Carnevale è per eccellenza la festa della maschera, il momento in cui mascherarsi
è lecito e concesso a tutti, soprattutto agli adulti in quanto in realtà ai
bambini è concesso quasi sempre, a volte solo con qualche limite…

Questa
corretta “concessione” è di fondamentale importanza ed ha un ruolo
significativo nello sviluppo psicologico
del bambino. I bambini infatti si mascherano spesso e il “vestito” se lo creano
da sé.

I
bambini sono naturalmente portati all’imitazione, che è anche la prima ed
importante forma di apprendimento. I bambini fanno come gli altri, sia adulti
sia bambini. Indossano le scarpe della mamma, il cappello del nonno oppure un
mestolo diventa un microfono e il bambino diventa un cantante!
Carnevale o no,
il principio è sempre lo stesso:

Cosa accade nel bambino quando si maschera?
E perché
è importante che lo faccia?

Il bambino sta giocando, che di per sé è una
situazione divertente e motivante e lo sta facendo assumendo il ruolo di un’altra
persona: è il gioco di ruolo. Quando
si traveste, il bambino indossa i panni dell’altro, della mamma o del nonno, di
un animale, di un astronauta o di una principessa,
tutto ciò stimola in loro la creatività, ma soprattutto l’empatia, una sensibilità fondamentale per entrare in relazione con
gli altri in ogni momento, da lì in avanti della loro vita.

Assumere
il ruolo di un’altra persona è un input ad avviare una nuova relazione, fondata
su nuove regole e con diversi stili di comunicazione.
Tali situazioni sono senza
meno arricchenti per il bambino, un’occasione importante per creare spazi di gioco e condivisione con l’adulto e con i coetanei, per tali motivi vanno in ogni modo sostenute ed incentivate…non
solo a Carnevale.

Il
potere della fantasia consente ai
bambini di diventare (e sentirsi) un leone…indossando una sola maschera di
carta…se ci riflettiamo, è semplicemente magnifico!



Divertirsi in fattoria: un gioco che stimola tante abilità e divertenti occasioni di gioco tra adulto e bambino

Conosciamo i giochi Posted on Wed, January 25, 2017 15:31:30

Divertirsi in fattoria – Fun farm

Età : 2+

Il gioco consiste nel trasportare
le biglie attraverso dei canali. Per fare ciò il bambino deve impugnare la
bacchetta magnetica e guidare le biglie attraverso i canaletti nel
labirinto-fattoria. Se il bambino non segue il canaletto, la forza attrattiva
tra bacchetta e biglia viene meno, e la biglia non si muove o scappa.

Le biglie non escono dal gioco,
sono protette da una copertura in plastica trasparente, il gioco è in
sicurezza.

Modalità di gioco:

– —Per il bambino poco esperto tenere il gioco in
piano. Mettere il gioco su un piano inclinato quando il bambino ha acquisito
maggiore destrezza. In questo caso l’inclinazione potrebbe rendere il gioco più difficile.

– —Il gioco può essere svolto in autonomia o con la
guida di un adulto. L’adulto può supportare il gioco mostrandosi come guida o
con semplici suggerimenti. Ad esempio “Ora portiamo tutte le biglie nella
gallina/nella fattoria” o “Ora ci alterniamo, una biglia la porto io, e una la
porti te”.

Il gioco si offre come stimolo
per :

– l’avvio alla
lateralizzazione
(uso preferenziale di un emicorpo rispetto all’altro). La
lateralizzazione si avvia nei primi mesi di vita e si conclude verso i 6-8
anni. Verso i 2-3 anni è possibile che il bambino sia ancora in una fase di
studio, è possibile quindi osservare un bambino che si passa la bacchetta da
una mano all’altra, se osserviamo ciò significa che il bambino sta facendo dei
tentativi per capire con quale mano è più abile, lasciamolo fare senza
pressioni.

– l’avvio ad una corretta impugnatura, che ricordiamo è quella a 3 dita. Se il bambino
impugna male, piuttosto che correggerlo a parole, mostrarsi come esempio e
sostenere il bambino a fare uguale.

– Potenziamento della coordinazione oculo-manuale. Il bambino deve seguire con gli occhi
il canaletto e contemporaneamente muovere la bacchetta con la mano.


Potenziamento del vocabolario di suoni e parole. Il gioco si svolge in una fattoria,
ci sono tre animali: una gallina, un maialino ed una mucca. Si può ampliare il
vocabolario del bambino sostenendo la pronuncia dei versi degli animali o del
nome degli animali. Il gioco cattura l’attenzione anche per la vivacità dei
colori, i quali possono essere nominati, cercati e individuati dal bambino.

– Potenziamento
dell’orientamento spaziale. Il genitore potrebbe
sostenere gli spostamenti indicando la direzione su/giù, destra/sinistra,
diritto/obliquo, verticale/orizzontale. Quando il bambino sarà più grande potrà
eseguire il gioco ad occhi bendati, muovendo la bacchetta mentre ascolta i
suggerimenti di un adulto o viceversa, potrà anche essere l’adulto a svolgere
il gioco su indicazione del bambino.

BUON DIVERTIMENTO!



A quale età avviare un bambino all’acquisizione della seconda lingua?

Apprendimento Posted on Wed, January 18, 2017 01:22:54

A quale età avviare un bambino all’acquisizione
della seconda lingua?

È
vero, evidenze scientifiche lo illustrano: i
bambini fanno meno fatica ad acquisire una seconda lingua
, rispetto gli adulti. Comprendiamone insieme
i motivi.

Entro
i 5 anni di vita un bambino completa
l’inventario fonetico e fonologico dei suoni e, più tardivamente, entro i 7-8 anni di età completa del tutto l’acquisizione
della lingua attraverso l’apprendimento delle regole morfosintattiche. Un’educazione plurilingue che avvenga prima dell’acquisizione
definitiva della lingua madre comporta grandi
benefici per il bambino
.

Quando
il bambino acquisisce la seconda lingua mentre è ancora in atto il
consolidamento della lingua madre le aree cerebrali che sottendono l’apprendimento
del linguaggio, di entrambe le lingue, sono le medesime. Sembra ovvio, ma in
realtà non lo è perché una volta
consolidata la lingua madre potremmo dire che il periodo critico per
l’acquisizione del linguaggio è terminato
. Ciò comporta che l’apprendimento
di una nuova lingua non avrà più sede solo nelle aree deputate al linguaggio,
ma altrove, nelle aree deputate alla memoria esplicita per esempio. Ciò
comporta che la seconda lingua verrà appresa su modello della prima, di
conseguenza non avrà “identità” propria e l’apprendimento di quest’ultima sarà
cognitivamente più dispendioso oltre che difficilmente associato ad una piena
competenza. Le abilità fonologiche
(pronuncia e intonazione) e le abilità grammaticali
potranno subire importanti limitazioni.

Quando
l’acquisizione di una lingua è sottesa dalle aree linguistiche, e ciò accade
prevalentemente prima dei 5/6 anni, ad essere coinvolta è per lo più la memoria implicita, una delle forme di memoria più importante. Il coinvolgimento
delle aree che sottendono la memoria implicita faranno sì che, una volta acquisita
la lingua, la costruzione di una frase avverrà in modo quasi spontaneo e
intuitivo. Questo fenomeno lo si può osservare tutte le volte che si costruisce
una frase in lingua madre con verbi complessi e composti di cui si potrebbe anche
ignorare modo e tempo, ma al contempo “qualcosa” ci fa dire che la frase è
corretta oppure che, al contrario si ha la sensazione che la frase “non va” perché
“suona male”… in questi casi c’è dunque qualcosa di profondo, quasi
inconsapevole, che ci guida nella costruzione di un’espressione verbale. Questo
beneficio lo si ha solo quando l’acquisizione della seconda lingua avviene contemporaneamente all’acquisizione della lingua madre.

Tuttavia
quanto detto sopra non esclude che dopo il periodo critico o da adulti non si
possano ottenere buoni risultati dallo studio di una lingua: raggiungere buoni livelli sarà sempre possibile,
ma solo con grande motivazione, impegno e pratica quotidiana.

I
benefici dal punto di vista cognitivo prevedono anche che gli individui
esposti a più lingue avranno un’attenzione
selettiva più efficiente
. Questa maggiore abilità di controllo e di
inibizione sembra aver origine dall’esercizio continuo che questi individui
fanno per controllare ed applicare entrambe le lingue conosciute, a seconda del
contesto di utilizzo.

Studi
evidenziano come il bilinguismo sia
un fattore protettivo contro il declino cognitivo. L’acquisizione/apprendimento
di una seconda lingua andrebbe a costituire una scorta di neuroni, detta anche riserva cognitiva, che andrebbe poi a
compensare la naturale morte neuronale.

Molteplici
sono anche i vantaggi da un punto di
vista sociale. A tal proposito si può
affermare che un bambino bilingue sarà maggiormente facilitato ad entrare in
contatto con culture diverse, dimostrerà
di conseguenza verso esse maggiore tolleranza e sarà altrettanto possibile che
avrà maggiori possibilità di inserimento nel mondo lavorativo.

In
conclusione possiamo affermare che:

– – Non
è mai troppo presto
per avvicinare i bambini ad una seconda
o terza lingua.

– – Nei
primi anni di vita
il cervello ha massima ricettività nei confronti del linguaggio.

– – L’immersione in una o
più lingue dovrebbe avvenire durante l’asilo nido o la scuola dell’infanzia.

– – Il
livello di competenza
che si raggiunge in una lingua è
fortemente correlato con l’età di
acquisizione
.

In
ultimo si ricorda che non ci sono ragioni scientifiche per cui un bambino con disordini del linguaggio debba essere
esonerato dallo studio della seconda lingua. Si può solo aggiungere che le
tappe di sviluppo della seconda lingua potrebbero essere più lente.

Fondamentale
è lo stato emotivo con cui il
bambino si avvicina alla seconda lingua. L’utilizzo del gioco e della musica si
connotano come elementi fondamentali per creare nel bambino le condizioni migliori
per un’ottimale acquisizione della lingua.

Per ulteriori
approfondimenti e bibliografia completa si veda:


C. Crescentini, A. Marini, F. Fabbro
(2012) “Competenza e disturbi di linguaggio nel plurilinguismo”, in EL.LE vol.
1-num. 3 pp. 531-547.

U. Bortolini (1995) Test PFLI. Prove per la
valutazione del linguaggio infantile



Naturgiocando Senigallia:una piacevole scoperta

Conosciamo i giochi Posted on Sun, January 15, 2017 22:29:18

Al
via la collaborazione tra Studio di Psicologia abc e Naturgiocando Senigallia; entrambe
nuove realtà locali, entrambe accomunate dall’interesse verso il benessere dei
più piccoli e delle loro famiglie.

L’idea
di questa alleanza nasce dalla volontà, reciproca, di conoscere e condividere quali
siano le abilità che un gioco può sollecitare in un bambino e soprattutto sostenere
al meglio la relazione adulto-bambino. Questo perché è bene ricordare che un bambino apprende nella relazione. Offrire
all’adulto suggerimenti, conoscenze e strategie per relazionarsi in maniera
proficua con il bambino attraverso il gioco, rende lo stesso gioco strumento
elettivo di crescita, conoscenza e apprendimento nonché occasione per
eccellenza di scambio e relazione. Un
gioco per un bambino non è un semplice passatempo e solo divertimento, è un
“lavoro” se vogliamo citare Maria Montessori, ispiratrice anche della selezione
di giochi di Naturgiocando.

Donare
un gioco significa donare esperienza e conoscenza…donare un gioco è un atto d’amore.

Continuate a seguirci, a presto!

Studio di Psicologia abc

Naturgiocando Senigallia



Percorso di Training Autogeno

Meditazione eTraining Autogeno Posted on Wed, January 11, 2017 18:27:38


Il Training Autogeno è un metodo di autodistensione e di rilassamento che consente la modificazione di situazioni psicologiche e somatiche.

Il cardine su cui ruota il Training Autogeno è la calma, stato che si raggiunge progressivamente e gradualmente attraverso esercizi che agiscono sui muscoli, vasi sanguigni, cuore, respirazione, organi addominali e capo.

La pratica del training autogeno influenza varie funzioni dipendenti dal sistema nervoso vegetativo quali la respirazione, la circolazione del sangue ed il metabolismo. Inoltre consente di mutare il tono dell’umore ed attenuare gli stati emotivi e l’ansia, portando ad un sempre maggiore grado di distensione, benessere ed equilibrio psicosomatico.

Permette di combattere lo stress, le tensioni muscolari e psichiche, la mancanza di energia, l’ansia e le sue somatizzazioni organiche (tremori, insonnia, sudorazione, tachicardia, oppressione toracica ecc.) Nello sport è un ottimo ausilio per contrastare l’ansia e la tensione pre-agonistica.

Tramite la ripetizione mentale di specifiche frasi e immagini riusciamo ad attivare una particolare area sita nell’ipotalamo che, a sua volta responsabile della stimolazione del sistema parasimpatico, produce fenomeni quali:

  • la riduzione del ritmo cardiaco,
  • la tranquillizzazione della frequenza respiratoria
  • il rilasciamento viscerale e muscolare.

Cosa succede durante una seduta di T.A. (e più in generale durante il rilassamento)?

  • – Il metabolismo rallenta
  • – L’afflusso di sangue a muscoli e cuore diminuisce
  • – Aumenta il trasporto di ossigeno al cervello
  • – Le pupille si restringono
  • – Il sistema nervoso centrale si libera dallo stato di eccitazione

ALCUNE INDICAZIONI di utilizzo del Training:

Medicina Psicosomatica:
gastrite, colon irritabile, stipsi, tachicardia sinusale, cefalea, dismenorrea, tic, eczemi, asma, turbe del sonno, balbuzie

Psichiatria:
disturbi d’ansia, fobia sociale, disturbi della sessualità

Ostetricia:
preparazione psicofisica al parto

Medicina dello sport:
trattamento dell’ansia preagonistica

I Corsi sono sempre attivi. Per informazioni e prenotazioni info@studiodipsicologiaabc.it o 339 6367837 ; 339 6367838



« Previous