Case..
… grandi, piccole, in alto, in basso, sicure, sbilenche, solide, incerte, ariose, impraticabili, castelli, tane, gallerie, bunker, con tetti che proteggon
o, con tetti leggeri e trasparenti per guardare il cielo e, di notte, le stelle… isolate, che si mettono in comunicazione attraverso strade, ponti, corridoi… di tutti, da soli, rifugi, luoghi di birbanterie, che ricordano la casa reale, o dove vige la legge dei bambini…
Le case costruite nelle sedute di psicomotricità dicono molto del mondo interno, della percezione di sé e del livello di organizzazione dei bambini.
Esse possono apparire se i bambini sono sufficientemente strutturati dal punto di vista affettivo, simbolico e cognitivo, ma allo stesso tempo aiutano a costuirsi, perchè restituiscono l’immagine e la percezione concreta della propria identità, individualità, possibilità di modificare la realtà attraverso l’azione e il pensiero.
Abitare la casa, abitare il proprio corpo, sentirsi bene in essi, riuscire a stare in un contenitore e riuscire a sentirsi contenitore di tutto quello che abita dentro di sé, fermarsi, riposarsi, ascoltare un racconto che parla anche di sé, entrare in contatto con il piacere delle emozioni vissute, farle proprie, costruirsi una storia…