La Pratica Psicomotoria educativa: cos’è, come vede la persona, a chi è rivolta, che obiettivi ha.


La Psicomotricità è una disciplina nata in Francia e
sviluppatasi in diversi Paesi negli anni ’70, con l’intento di superare il
dualismo corpo/mente e di approcciarsi con uno sguardo nuovo e globale al
bambino.

In particolare, parleremo qui della pratica psicomotoria
secondo il pensiero elaborato da Bernard Aucouturier.

Uno degli aspetti principali di questo pensiero è che esso
coglie la persona nella sua globalità, come unità degli aspetti corporei,
affettivi e cognitivi, senza prediligerne alcuni a scapito di altri.

L’espressività psicomotoria, termine di cui si sente spesso
parlare ma che si fatica il più delle volte a definire, è il modo unico che
ciascuno ha di abitare il proprio corpo, ed attraverso di esso esprimersi ed
entrare in relazione con gli altri e con l’ambiente.

La Psicomotricità riconosce e rispetta l’originalità e
singolarità della persona e della sua espressività psicomotoria, del suo
vissuto e della sua storia affettiva profonda.

Quindi, non tende a semplificare ed omologare, ma piuttosto
ad accogliere e valorizzare le differenze individuali; non sottolinea le
difficoltà, ma coglie i punti di forza di ciascuno e parte da essi per
sostenere e favorire lo sviluppo armonico di tutti gli aspetti della persona.

E’ una pratica a mediazione corporea, che si basa sui
principi universali del gioco spontaneo e del movimento, all’interno di un
contesto di relazione. Gioco e movimento
sono i canali espressivi e comunicativi privilegiati durante l’infanzia:
osservando il gioco dei bambini e la loro espressività psicomotoria, si può
cogliere molto dello stato emotivo, del benessere o malessere che li
attraversa, dei bisogni, desideri, punti di forza e difficoltà.

Lo psicomotricista è formato per “leggere” tutto questo, e
per rispondervi attraverso gli stessi mezzi: il gioco, il corpo, il movimento,
la comunicazione non verbale, l’uso degli oggetti, dello spazio, del tempo,
della parola
.

Questo permette al bambino di sentirsi accolto, ascoltato e
compreso nei suoi bisogni profondi
e di instaurare una relazione significativa
durante le sedute, che divengono uno spazio importante e un po’ “magico”, nel
quale i contenuti dell’immaginario, della fantasia, del mondo affettivo ed
emotivo possono emergere e venire “giocati”, in un clima di sicurezza fisica e
psicologica, garantito dallo psicomotricista.

Gli spazi della sala di Psicomotricità sono pensati proprio
per favorire questo processo espressivo e di trasformazione: i materiali
psicomotori favoriscono il gioco corporeo e di movimento, il gioco simbolico,
l’espressività grafica, manipolativa e costruttiva, fornendo così molteplici
canali per esprimere i vissuti emotivi.

Si tratta di materiali semplici e non strutturati
rigidamente: materassi, cuscini, cubi, parallelepipedi e cilindri di
gommapiuma, palle, stoffe di vari colori, consistenze, dimensioni… che possono
essere investiti dalla fantasia di ciascun bambino in modo assolutamente
originale, e si prestano a moltissime proiezioni e trasformazioni.

Ad esempio, un cubo può divenire una macchina, un mattone di
una casa, un trampolino, uno scudo, una palla da lanciare, un oggetto prezioso
di un tesoro… qualsiasi cosa “serva” al bambino in un dato momento.

Si creano così dinamiche di gioco individuali e collettive, nelle quali l’adulto si coinvolge attivamente, e che divengono lo scenario di cambiamenti e trasformazioni, sotto due aspetti: in sala, degli spazi, dei materiali, dei ruoli e delle dinamiche di gioco; e fuori dalla sala, perché gradualmente le esperienze vissute dai bambini durante la seduta vengono interiorizzate, innescando cambiamenti anche nella quotidianità.

Questa interiorizzazione progressiva è resa possibile da diversi elementi:

– La presenza dello psicomotricista e degli altri compagni di gioco, che garantisce una “testimonianza” di quanto vissuto: conquiste, avventure, esperienze, storie e narrazioni;

– L’intervento dello psicomotricista, che aiuta il bambino a mettere dei pensieri sulle proprie azioni, a esprimere e dare senso alle emozioni vissute, per favorirne una integrazione positiva e costruttiva;

– L’importanza data ai momenti di rielaborazione, attraverso: il disegno libero, le costruzioni, il racconto, le storie. Così ciascun bambino ha la possibilità di vivere uno spazio e un tempo in cui si sospende l’azione per lasciare decantare le emozioni ed esprimersi attraverso un canale differente, simbolico.

E’ un vero e proprio passaggio dall’azione al pensiero.

Le produzioni di ciascun bambino, inoltre, vengono raccolte e creano la “storia” del suo percorso.

Di solito i bambini ricordano perfettamente la maggior parte dei loro disegni e li sanno addirittura collocare temporalmente: questo mostra quanto intensamente vivano le sedute di Psicomotricità!

A chi è rivolta la Psicomotricità?

E’ adatta a tutti i bambini, perché:

– si tratta di un’attività che sostiene lo sviluppo e la maturazione a tutti i livelli: motorio, affettivo, relazionale e cognitivo, favorendone l’integrazione armonica;

– è un’attività che accompagna il processo di strutturazione dell’identità che ogni bimbo vive nel corso del suo sviluppo;

– è piacevole e promuove il benessere;

– ha un valore fortemente preventivo rispetto ai possibili disagi della crescita;

– interviene a sostenere il bambino anche nelle situazioni di maggiore difficoltà, presenti o che possono emergere durante lo sviluppo;

– non richiede prestazioni standardizzate ed ha obiettivi individualizzati, nel rispetto dei tempi e delle modalità di ciascuno;

– è diversificata in base all’età: i bambini di età diverse fanno giochi diversi, vanno a velocità differenti ed hanno bisogni particolari legati alla propria fase dello sviluppo. I gruppi di Psicomotricità sono formati tenendo conto dell’età e delle caratteristiche dei bambini.

Obiettivi generali:


Sostiene la formazione di un’immagine positiva
di sé e della fiducia che permettono di sentirsi bene nelle situazioni
conosciute e di affrontare positivamente quelle nuove;


Favorisce la capacità di stare nelle relazioni
in modo positivo, costruttivo, autentico (essendo sé stessi) e perciò
gratificante;


Favorisce la regolazione emotiva ed i processi
di pensiero e cognitivi;


Favorisce l’integrazione dell’aggressività, che,
se canalizzata ed espressa in modo non distruttivo per sé e per gli altri, è
alla base della possibilità di affermarsi ed esprimere autenticamente e
serenamente i propri desideri, pensieri, le proprie opinioni, intenzioni e
volontà;


Favorisce la socializzazione, la cooperazione,
la collaborazione, nel rispetto delle differenze individuali;


Rafforza la capacità di vivere i limiti dati
dall’adulto e posti dalle situazioni quotidiane, e di superare la frustrazione
in modo positivo.


Favorisce la creatività e le capacità
espressive.